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Il Brolo, surrounded by beautiful places

Il Brolo “an uncontaminated place” in the Euganean hills

The Brolo is located in the Euganean hills in Monterosso, near Abano Terme. Abano is a splendid spa town, known for spa treatments and a famous tourist destination. Just 15 km from the Il Brolo farm is the city of Padua, a famous city of art that has been a UNESCO World Heritage Site since 2021. Venice, a splendid historic city, is also 30 minutes away by train.

Il Brolo è laterale al Parco pubblico di Villa Bembiana che costituisce una parte del grande parco che circondava Villa Bembo Monzino (La Bembiana). Risalente all’assetto del parco originario è la lunga peschiera, che ha visto l’arricchimento con statue, che dialogano con il parco e l’antistante villa.

La ricca vegetazione crea scenari variegati, come una zona a macchia mediterranea ed alcuni bellissimi esemplari di leccio.

Villa Bembiana è esistente già dall’inizio del ‘600 e qui, nel 1918, ebbe sede l’Ufficio stampa del Comando Supremo, come appunto ricorda una lapide che dice: “In questa villa – fu redatto – il supremo Bollettino di guerra – 4 novembre 1918 – che riepilogava scultorio immortale – sentenza di Nemesi – il trionfo d’Italia – su l’Austria distrutta”. Il bollettino n. 1268 che decretava la fine della Prima Guerra Mondiale fu successivamente passato alla firma di Armando Diaz, ospite all’albergo Trieste di Abano Terme, e alla definitiva approvazione del Re, alloggiato a Villa Corinaldi a Lispida di Monselice, e infine firmato a Villa Giusti (Padova).

Nel 1799 la proprietà passa alla famiglia Acerboni, quindi per eredità ai Potti. Nella seconda metà del XIX secolo diventano proprietari i Conti Gioppi di Türkheim  che sottopongono la villa ad una serie di rimaneggiamenti che fanno perdere all’edificio l’aspetto antico. Durante il Novecento si succedono nella proprietà le famiglie Scalfo, che nel 1918 abbelliscono il giardino collocando numerose statue, e i De Bastiani, che invece piantano il bel vigneto sul colle.

 

La Villa inserita nel suo famoso parco posto su un declivio, sorge a Monterosso di Abano Terme e forse fu casa di campagna dell’illustre letterato (poetra, storico e filologo) Pietro Bembo, come vuole la denominazione della villa che si qualifica come “Villa Bembiana”. Il complesso è composto dal corpo padronale e dagli annessi, e si erge su un terrazzamento raggiungibile attraverso una scalinata; nei pressi sorge la barchessa, mentre più a sud, la casa del custode. Il Parco di Villa Bembiana, oggi appartenente al Comune di Abano Terme, all’epoca fu particolarmente curato dal consorte della contessa Monzino. Abbellito da antiche statue e da una grande vasca artificiale (peschiera), presenta una ricca vegetazione, soprattutto macchia meditterranea ed esemplari di leccio.

ILBrolo lambisce i piedi di Monteortone sito del Santuario della Madonna della Salute che si trova a ridosso dell’omonimo colle, in posizione sopraelevata rispetto alla strada, nei pressi di Abano Terme. Secondo la tradizione l’origine del santuario risale al 1428, quando un soldato di nome Pietro Falco si ritirò in preghiera in questo luogo e vide la Madonna, che gli promise la guarigione di vecchie ferite alle gambe se si fosse bagnato con l’acqua di una vicina fonte. Guarito miracolosamente, il protagonista della vicenda rinvenne tra i sassi una tavola dipinta raffigurante la Vergine con Gesù Bambino e ai lati San Cristoforo martire e San’Antonio Abate. Diffusasi la notizia del miracolo, un numero sempre maggiore di devoti iniziò a visitare la località, mentre alla Vergine di Monteortone si attribuiva anche la rapida fine della pestilenza che in quel periodo aveva colpito Padova.

Nella grotta dell’acqua calda miracolosa di Pietro Falco, per volontà del vescovo, fu realizzato un piccolo oratorio dove fu collocato il dipinto ritrovato da Pietro. Poco tempo dopo un famoso predicatore, Fra’ Simone da Camerino, volle costruire la prima chiesa e un convento i cui frati avrebbero custodito la fonte, l’immagine sacra e il ricordo del miracolo: nacque così una nuova congregazione religiosa, gli Agostiniani della Beata Vergine di Monteortone. La chiesa inglobò l’originario oratorio e fu consacrata nel 1435; rovinata da un incendio, fu riedificata più grande su disegno di Pietro Lombardo e riconsacrata nel 1495. Oggi si presenta come un’imponente costruzione a tre navate, a croce latina, con una facciata tripartita in cui spicca un grande portale barocco in pietra bianca, opera di Matteo Allio (1667). Sul retro, a sinistra, si trova l’alto ed elegante campanile in stile gotico caratterizzato da un tetto a cuspide. A destra è visibile il luogo della guarigione di Pietro Falco: una piccola grotta, oggi in muratura, a cui si accede da una scaletta, all’interno della quale i pellegrini possono attingere l’acqua (calda) ritenuta miracolosa.

Espropriato e a lungo tenuto chiuso, il luogo è stato riaperto al culto all’inizio del XX secolo; nel 1925 il santuario mariano è stato elevato a parrocchia. L’attiguo ex convento agostiniano presenta un vasto chiostro con vera da pozzo originale del XVI secolo. Dopo essere stato utilizzato come casa di cura, ha ospitato un istituto teologico dei Salesiani dal 1937 al 1970.

Il Brolo affaccia ai terreni dell’Abbazia di Praglia, lungo l’antichissima strada che conduceva ad Este. Fondata tra l’XI e il XII secolo, rimase una dipendenza dell’Abbazia di S. Benedetto in Polirone di Mantova fino al 1304. Solo con gli inizi del XIV secolo la comunità di Praglia, radicatasi più stabilmente nel territorio padovano, si rese del tutto autonoma eleggendo un Abate scelto tra le file dei propri monaci. Nel 1448 Praglia aderì alla Riforma di Santa Giustina di Padova, scelta che sancì la sua “seconda nascita” spirituale, culturale e materiale. L’Abbazia visse un periodo fiorente nei secoli successivi, fino alla soppressione napoleonica del 1810. Nel 1834, grazie all’appoggio del governo austriaco, i monaci rientrarono al monastero. La ripresa della vita benedettina a Praglia ebbe però breve durata poiché il 4 giugno 1867 venne varata in Veneto la legge che sopprimeva nuovamente tutte le corporazioni religiose. La comunità fu così sciolta una seconda volta. La maggior parte di essa trovò rifugio nel monastero di Daila (Istria), allora in territorio austriaco e a Praglia rimasero solo due o tre monaci, come custodi del monastero. Il 26 aprile 1904 i primi due monaci fecero ritorno al monastero e il 23 ottobre seguente la vita dell’Abbazia poté riprendere regolarmente, continuando fino ai nostri giorni.

Nature and the ecosystem

Euganean hills and historic cities

The Euganean Hills Regional Park The Euganean Hills are a mountainous area consisting of about a hundred reliefs whose height never exceeds 600 meters. The peculiar geological history has made possible the formation of an extraordinary botanical and faunal biodiversity, which since 1989 it has been decided to safeguard by establishing the first Regional Park of Veneto. In addition to having an environmental protection function, the Park deals with the tourist enhancement of natural resources. A dense network of hiking trails and itineraries allows you to explore the area in a sustainable way: on foot, by bicycle or on horseback, you can discover the most beautiful corners of the Euganean Hills immersing yourself in nature and practicing your favorite sport. History and Culture The territory of the Euganean Hills, with its 3000 years of history told through archaeological sites, museums and monuments, is the ideal destination for art and culture lovers. Este cradle of the Paleoveneta civilization, Arquà Petrarca, an enchanting medieval village and Monselice, a scenic walled city, are among the most important historical centers.

Fattoria Il Brolo

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Il Consiglio di Presidenza di Confcooperative ha approvato le Linee Guida e il Codice Etico, predisposto ai sensi del D.Lgs. 231/01. Il Codice Etico di Confcooperative Federsolidarietà enuncia pertanto i principi generali e le linee guida alle quali la Cooperativa si uniforma; sulla base del Codice Etico la Cooperativa ha individuato un Regolamento Attuativo (c.d. Regolamento Etico) dello stesso, che enuncia i comportamenti attesi da tutti i lavoratori, collaboratori interni ed esterni. Al Regolamento Etico la Cooperativa affianca una dettagliata descrizione dei reati, contenuti nel catalogo del D.Lgs. 231/01, che si configurano di maggior rilevanza rispetto alle attività poste in essere da Idee Verdi.

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Con adunanza del 19 Luglio 2017 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha confermato l’attribuzione alla Cooperativa Sociale Idee Verdi il
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